Da oltre 10 anni il Centro Studi e Ricerche Formarte propone laboratori teatrali per le scuole superiori del bellunese. Niente teoria, però: i ragazzi recitano, cantano e ballano portando sul palco spettacoli e musical inediti.

Il teatro è per tutti

L’anima dei progetti è Massimo Ferigutti, formatore in ambito musicale, regista e musicista. Quando l’ho conosciuto eravamo ad Anversa per un progetto europeo. Io, che non mi sbottono mai con gli estranei, dopo mezz’ora avevo già parlato con Massimo – nell’ordine – di lavoro, progetti, famiglia, passioni: e questo la dice lunga sulla sua capacità di entrare in sintonia con le persone.

Dopo una lunga esperienza come formatore e tutor, anche in ambito universitario, nel 2003 Massimo fonda a Belluno il Centro Studi e Ricerche Formarte. Inizialmente il centro offre formazione specializzata in ambito tecnico-artistico e creativo: arrangiamento, videomaking, creazione di colonne sonore, teatro e molto altro. Collaborano con Formarte grandi nomi della musica e del cinema: Manuel De Sica, Massimiliano Pani, Celso Valli.

Qualche anno dopo, Formarte inizia a lavorare anche con i comuni: Massimo organizza laboratori teatrali per il recupero dei ragazzi sbandati. I ragazzi lo ascoltano, lo seguono e, sotto la sua guida, preparano uno spettacolo. Da questa esperienza, nel 2007 prende avvio la collaborazione con le scuole superiori della Provincia di Belluno

Esprimersi, imparare, crescere

Anche nelle scuole Massimo e il suo team coinvolgono i ragazzi nell’allestimento di uno spettacolo teatrale, dalla A alla Z. Per dar vita a uno spettacolo, infatti, non bastano ballerini, attori e cantanti: servono tecnici audio, direttori di palco, truccatori, scenografi, costumisti; ognuno ha un ruolo, a seconda delle sue capacità e dei suoi interessi.

Non ci sono ragazzi che recitano, cantano e ballano sul palco e ragazzi che li guardano dalla platea: è un lavoro di squadra e tutti sono coinvolti. Questo vuol dire imparare a collaborare, tirare fuori il meglio di sé, lavorare gomito a gomito anche con persone che non sopporti (per poi magari scoprire che non sono così male, dopotutto).

Certo, all’inizio è dura: spesso i ragazzi sono diffidenti e non vogliono farsi coinvolgere. Sono i loro coetanei che hanno già vissuto la stessa esperienza l’anno prima a convincerli: “Vedrai, ne vale la pena” , “Conosci un sacco di gente!” , “Io l’anno scorso non volevo farlo, ma poi…”.

Qualche insegnante fatica a capire l’utilità di un’esperienza lontana dalla programmazione didattica standard: una perdita di tempo, ore rubate allo studio. Quello che li fa ricredere, alla fine, è il cambiamento che vedono nei ragazzi. A volte sono proprio quelli che riescono meno bene nello studio ad esprimersi al meglio sul palco, facendo emergere le loro capacità e le loro emozioni.

Le conseguenze? La loro autostima aumenta, il rapporto con compagni di classe migliora, spesso migliora anche il rendimento scolastico. Del resto, a pensarci bene, in un laboratorio teatrale servono le stesse risorse che si usano quando si prepara un’interrogazione: studio, impegno, rispetto delle scadenze.

I risultati si vedono, è vero, ma non è semplice ottenerli. Massimo lo spiega così: “Sei insegnante, regista, motivatore, psicologo. A volte i ragazzi si rivolgono a te anche fuori dalla scuola, ti parlano di loro, ti raccontano i loro problemi”. Per fortuna, dietro l’allestimento degli spettacoli c’è un team di professionisti: Elena Posocco per le coreografie, Orlando Cazzato per le scenografie, la vocal coach Jessica Da Re, le insegnanti di recitazione Laura Portunato e Giorgia Polloni.

Welcome to the show

Gli spettacoli trattano temi attuali e controversi: il tema della disabilità, ad esempio, nello spettacolo “Nessuno è perfetto“, il tema tema del bullismo con “Vite sprecate“, oppure quello della violenza contro le donne, in “Amore senza fine“, o ancora quello della corruzione in “Una sorpresa inaspettata“.

Massimo, oltre ad essere regista, è anche autore degli spettacoli: “E’difficile scrivere su temi del genere senza cadere nel banale o nel patetico“, dice. Eppure, lui ci riesce: i testi sono immediati, diretti, veri. E sono accompagnati da movimenti, coreografie e soluzioni sceniche che danno risalto al messaggio e mettono in luce la bravura dei ragazzi.

Che, manco a dirlo, sono entusiasti del lavoro fatto e dei risultati raggiunti: per qualcuno di loro la partecipazione ai laboratori teatrali è stata l’occasione per scoprire il proprio talento e capire cosa voler fare nella vita: c’è chi ha deciso di diventare sound designer, chi ha scelto la carriera di scenografa ed è finita a lavorare nei più grandi teatri italiani.

In questo video ragazzi ed insegnanti si raccontano, dietro le quinte dello spettacolo “Una sorpresa inaspettata”.

Mettendoci passione e impegno si possono raggiungere traguardi impensabili: il lavoro dei ragazzi e dei loro insegnanti e la qualità degli spettacoli sono stati riconosciuti in più occasioni. Lo spettacolo “Nessuno è perfetto”, ad esempio, nel 2014 ha vinto il primo premio al concorso promosso dal MIUR – Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e al concorso indetto dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Belluno in collaborazione con le Scuole in Rete. Lo stesso premio è stato vinto l’anno dopo dallo spettacolo “Amore senza fine”, e la lista potrebbe continuare ancora.

I ragazzi e i loro insegnanti sono stati ricevuti due volte dal Presidente della Repubblica per la cerimonia annuale di apertura dell’anno scolastico: la prima volta al Quirinale dal Presidente Napolitano nel 2014, la seconda volta all’Isola d’Elba, lo scorso anno, dal Presidente Mattarella.

Una vita sola non basta

“Non abbiamo mai perso per strada nessuno”, rivendica orgoglioso Massimo. Che però ha un grande rammarico: avere una vita sola. “Ce ne vorrebbe una per la musica, una per la pittura, una per il teatro“, dice.

Ora è impegnato con prossimi laboratori teatrali: un musical ambientato nei primi anni ’80, in cui tocca nuovamente il tema della disabilità, e una sorpresa per il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Prima o poi, però, vorrebbe raccontare una grande storia italiana, che parli della nostra cultura, che racconti qualcosa di noi agli altri: “Ci sono tante grandi storie in Italia: peccato che spesso siano gli stranieri a raccontarle“.

Tutto esaurito al Teatro Comunale di Belluno

Intanto, i suoi ragazzi continuano a riempire i teatri: il Teatro Comunale di Belluno la scorsa primavera ha fatto registrare per tre sere consecutive il tutto esaurito, con lo spettacolo “Una sorpresa inaspettata“. Più di 1300 persone tra adulti e ragazzi: il commento di tutti all’uscita? “Merita sul serio: dovete andare a vederlo”.

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